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7 Gennaio 2020

UNA BOTTIGLIA DI PLASTICA NON E’ SOLO UNA BOTTIGLIA DI PLASTICA

La scelta dell’acqua in bottiglia pesa sugli italiani 369,6 mila tonnellate di plastica anno, pari a 5,87 miliardi di barili di petrolio.

Dovremmo tutti sentirci a disagio quando compriamo dell’acqua in una bottiglia di plastica. Perché i numeri delle bottiglie di plastica fanno paura e… noi, italiani, ne restiamo i più grandi consumatori.

Se davvero facessimo un minimo pensiero ogni volta che acquistiamo, se davvero ragionassimo, capiremmo come la bottiglia in plastica sia un bene superfluo. L’acqua è la nostra vita, scorre intorno a noi in fiumi, laghi, oceani e soprattutto dai nostri rubinetti di casa. Eppure ogni italiano beve, stando agli ultimi dati, 224 litri di acqua minerale in bottiglia a testa all’anno. Il totale è un numero pauroso, ovvero 11 miliardi di bottiglie ogni anno. E chi ancora crede che il “plastic free” non esista, a questi facciamo osservare come solo il 10/15% va riciclato, tutto il resto si fionda diretto nei termovalorizzatori, in discarica o, ancora peggio, disperso per terra o per mare. Un circuito che lascia nel suo percorso microplastiche che ingoiamo direttamente o mangiando cibi che a loro volta le hanno assorbite.

Ora, proviamo a vedere cosa succederebbe se tutti gli italiani avessero in casa, in ufficio, nelle scuole un Uno Profine®. Cioè se tutti avessero a casa un filtro che migliora l’acqua del rubinetto tanto da farla diventare buona come quella dell’acqua in bottiglia. Considerando il peso medio di una bottiglia di 40 grammi, l’impatto benefico che riusciremmo a dare al nostro Pianeta vale 369,6 mila tonnellate di plastica all’anno. Che tradotto in barili di petrolio sarebbero 5,87 miliardi di barili di petrolio sempre in un solo anno. Il Pet infatti è generato dal petrolio e per farne un 1kg ne servono 2 di petrolio (fonte Corriere.it).

Se davvero vogliamo ridurre drasticamente l’emissione di CO2 e invertire il processo di distruzione dato dalla crisi climatica, è arrivato il momento di agire! E il primo luogo dove compiere questa scelta è casa nostra. Decidere finalmente di dire NO all’acqua nelle bottiglie di plastica. Berla direttamente dal nostro rubinetto di casa e… dotarsi di un filtro che la migliori se il suo gusto non è gradevole. O ancora dotarsi di filtri che rimuovono eventuali sostanze dannose come Pfas (se ci troviamo in Veneto), Arsenico (se ci troviamo in Lazio), … Sì perché la tecnologia non è rimasta ferma. E se in Italia ha sempre avuto la meglio la pubblicità dell’acqua in bottiglia su un sistema di trattamento dell’acqua domestico, ciò non è valso fuori dall’Italia. Ecco perché tutt’ora siamo i più grandi consumatori dell’acqua in bottiglia, ecco perché non abbiamo fatto ancora questo salto culturale e non abbiamo un filtro sotto il lavello.

L’Italia è fra i paesi che hanno dichiarato di voler raggiungere la neutralità climatica, ovvero zero emissioni di gas a effetto serra, entro il 2050.  Le emissioni si riducono solo se facciamo le scelte giuste, piccole che siano, come quella importantissima di passare all’acqua di casa.

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