SCIOPERO PER IL CLIMA. Ma questa Greta chi è?
15 Marzo 2019

Un fermo da 100 milioni di tonnellate di CO2 in meno

La pandemia virale che ha avuto inizio in Cina e oggi attacca anche l’Italia ha fatto fermare il Mondo. Meno traffico, meno produzione per meno inquinamento. E’ tempo di agire!

A volte bisogna fare un passo indietro per farne uno in avanti. E questo ne è il caso più evidente e che ci deve far riflettere. L’epidemia di Coronavirus che è arrivata fino in Italia, ha costretto prima i cinesi poi noi a fermarci. Ed è nell’essere stati fermi – dalla stasi – che arriva l’unico messaggio positivo legato al Covid-19. Crollano le emissioni inquinanti in Cina. I grafici di Shanghai, Guangzhou, Chengdu e Beijing parlano chiaro: drastica è la diminuzione dei PM 2.5 (fonte Bloomberg/Morgan Stanley). Sarà anche una lezione amara ma è chiaro che forse è arrivato davvero il momento di fare un passo indietro: FERMARSI!

I fattori che hanno generato questa nota green e positiva del Coronavirus sono due. Il primo è il fermo delle fabbriche. La produttività in Cina è stata forzatamente rallentata portandola a un ritmo del 30% rispetto ai livelli ordinari. Il secondo, il traffico pressoché annullato in un periodo come quello del capodanno cinese che ha sempre fatto spostare grandi masse. Un risultato strabiliante: 100 milioni di tonnellate metriche di CO2 in meno. Un valore altissimo che pesa come tutte le emissioni prodotte dal Cile in un solo anno. In dettaglio l’analisi del finlandese Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA) conferma che le emissioni di carbonio della Cina registrate nelle due settimane di blocco sarebbero crollate di almeno 100 milioni di tonnellate, se si fa un paragone con quelle dello stesso periodo dello scorso anno. Su scala globale, si tratta di quasi il 6% in meno di emissioni rispetto al 2019.

E’ da una pandemia che cogliamo un grande messaggio: il Pianeta Terra, il nostro, ci chiede di rallentare! Il ritmo che stiamo sostenendo, questo capitalismo sfrenato che ci porta a volere sempre e ancora di più, non funziona. Ritorniamo nei nostri passi, riduciamo gli acquisti, scegliamo solo ciò che è davvero indispensabile; saliamo in bicicletta o in tram o ancora in macchina di un nostro amico piuttosto che sfrecciare in strada. O ancora decidiamo di passare all’acqua di casa piuttosto che correre a prenderla in bottiglie di plastica dagli scaffali del supermercato. Perché questo perenne bisogno di consumare, di soddisfare le pubblicità, porta solo a più produzione, più traffico, più inquinamento e… meno possibilità di vita per l’essere umano.

Come la peste che, secondo i dati della Chiesa, uccise il 75% della popolazione causando un cambiamento dell’economia e del modello organizzativo, oggi il fermo da Coronavirus ci chiama tutti a cambiare. E’ arrivato il momento di interrogarci. E’ tempo di ridurre il nostro sfruttamento forsennato? Consumare meno e meglio? Ritornare consapevoli di quello che lasciamo alla natura a partire da ogni nostra scelta di spesa? Solo il numero totale delle emissioni in Cina fa impressione e dovrebbe subito farci scattare la molla del cambiamento. Sono infatti 5.010.170 le migliaia di tonnellate di CO2 cinesi annue. E’ tempo di dire basta! Una scelta consapevole che deve essere fatta dentro di noi al di là del Coronavirus e comunque per la nostra salute. Perché fermarsi ha un valore altissimo, è tempo di esserne consapevoli!

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