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Senza Pfas anche al ristorante

Con più di 30 comuni coinvolti, l’allarme PFAS ha segnato la storia del Veneto degli ultimi mesi. L’inquinamento non si ferma. La preoccupazione neppure. Non si ha la certezza di quello che esce dai rubinetti. Di quello che il nostro organismo può incontrare. Nemmeno degli effetti che si avranno nel tempo. Una certezza in tutto questo caos c’è. Esistono sistemi efficaci per combattere i PFAS presenti nell’acqua. Ora anche i locali delle zone colpite cominciano a tutelarsi per offrire ai clienti la sicurezza.

La soluzione esiste. Da quando la Miteni ha cominciato a scaricare nelle falde i propri scarti di lavorazione, ne sono passati degli anni. Più di 40. Purtroppo il problema è venuto alla ribalta da appena un anno. L’allarme dopo che tracce di PFAS sono state trovati negli esami del sangue di una parte di popolazione. Tornare indietro è impossibile ora servono soluzioni. L’azienda italiana Profine® combatte i PFAS attraverso prodotti sicuri ed efficaci. È nato così il Kit Pfas. Due cartucce con una resina speciale in grado di trattenere i PFAS perenti nell’acqua. Alle quali vengono aggiunti tutto il necessario per l’installazione e un rubinetto aggiuntivo da affiancare a quello della cucina. Una soluzione apprezzata anche nella ristorazione.

I locali no pfas. Se a casa abbiamo un kit che ci tutela, chi ci garantisce la stessa cosa quando usciamo? Alcuni locali delle zone colpite hanno cominciato a dotarsi di un Kit PFAS per la sicurezza dei propri clienti. Tra i primi a scegliere questa soluzione il ristorante Arena di Lonigo (VI) e il Pachera di Albaredo d’Adige (VR). La scelta è stata dettata dal voler garantire la salute dei propri clienti. Molti altri stanno seguendo l’esempio.

Per essere tranquilli anche fuori casa, scegliete quindi i locali con il kit Profine. Un passo in più per arginare il problema e far sì che non si abbia più paura di ingerire queste sostanze indesiderate.

 

 

 

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