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L’acqua virtuale: l’acqua che si consuma ma non si vede

In un articolo di Renzo Rosso pubblicato  lunedì 26 gennaio 2015 su “IlFatto Quotidiano.it” si parla del concetto di “Acqua Virtuale”.

NON CONSUMIAMO SOLO L’ACQUA CHE VEDIAMO. Quando pensiamo all’Acqua che consumiamo subito ci viene in mente un rubinetto aperto o un bicchiere d’acqua. Ma nessuno di noi immagina che anche mangiando, vestendoci o comprando oggetti stiamo utilizzando acqua.

L’IMPRONTA IDRICA.  Ogni volta che mangiamo, ci vestiamo o usiamo oggetti stiamo consumando anche acqua. Infatti questo elemento vitale viene impiegato anche nei processi industriali. Se si calcolasse l’acqua usata per ogni cosa che ci viene in mano aggiungendo anche quella che esce dal rubinetto o vediamo nei bicchieri potremmo scoprire la nostra “Impronta Idrica”. Il sito www.waterfovegeteranianootprint.org permette di approfondire il tema e calcolare la propria impronta idrica in base ai consumi settimanali.

UN PO’ DI DATI. Si calcola che ogni italiano consumi circa 6000 litri di acqua al giorno. Considerando che la quantità d’acqua che in media si beve è di circa 2 litri al giorno, tutto il resto deriva dal cibo, dall’igiene personale e dalla manifattura. Ad esempio per avere una bistecca da 300 grammi occorrono 4650 litri di acqua e per un petto di pollo 1170. Chi pensa di risolverla dicendo “Io sono vegetariano”, non considera che anche solo per un caffè ci vogliono 140 litri di acqua e per una pizza margherita ce ne voglio 1150.

RISPARMIO IDRICO = STOP ALLA PLASTICA. Come abbiamo visto per risparmiare acqua non basta soltanto chiudere il rubinetto, bisogna cercare di sprecare anche meno cibo. Inoltre l’Italia è tra i maggiori consumatori di acqua in bottiglia. Quindi sarebbe già un passo in avanti se per risparmiare acqua bevessimo quella del rubinetto. Infatti per produrre il quantitativo di bottiglie in PET per una persona si consumano mediamente 186 litri di acqua all’anno che si vanno ad aggiungere al liquido in esse contenuto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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