Si continuano ad alimentare le multinazionali dell’acqua…
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A tu per tu con Franco Carlotto, general manager di Think:Water Srl

Acqua e vita sono parole che si intrecciano, l’Acqua ci accompagna ancora prima di nascere. Noi stessi siamo fatti al 70% di Acqua. E – parafrasando Feuerbach – potremmo anche dire che “noi siamo quello che beviamo”. In questa ottica, diventa decisivo bere un’Acqua di qualità. Per farlo, però, è necessario un cambio di mentalità. L’Acqua va ri-pensata, questo “oro blu” ha bisogno di un approccio nuovo, innovativo. Ancora una volta, il made in Italy, può scrivere una pagina di eccellenza.
Think:water – un’azienda al centro del Nordest, con sede a Cittadella, in provincia di Padova, a metà strada fra Treviso e Vicenza – ha come
“mission” proprio quella di rimodulare la concezione dell’Acqua, per dare alle persone un H20 di qualità, leggera ed economica.

Possibile? Possibile, secondo Franco Carlotto, anima della Think:water, da 3 lustri alla guida dell’azienda che si occupa essenzialmente di sistemi di affinamento dell’Acqua.

1 Andiamo subito al nocciolo della questione: di che Acqua stiamo parlando?
Dell’Acqua che definiamo “potabile” ovvero un’acqua che si può bere le cui caratteristiche di qualità sono fissate dal D. L. n°31 del 2001.

2 Insomma, l’acqua di rubinetto, l’acqua del Sindaco?
Qua si pone un primo problema: molto spesso l’acqua che esce dai rubinetti di casa ha un gusto sgradevole dovuto ai processi di disinfezione e contiene una serie di elementi prossimi alla concentrazione massima ammessa per legge.

3 Come è possibile?
L’Acqua di rubinetto passa attraverso un trattamento che prevede l’uso di ossidanti. Purtroppo il cloro generalmente utilizzato, candeggina per capirsi, è difficile da dosare in quantità adeguate per garantire la copertura di tutta la rete idrica. Per esempio, potrebbe verificarsi di avere l’acqua o con troppo cloro o con batteri, nel caso in cui il dosaggio di cloro sia stato sottostimato. O per esempio se le tubazioni sono danneggiate o gli impianti di potabilizzazione hanno perso capacità di efficienza, gli utenti si trovano per questa ragione a bere acqua di qualità inferiore. Infatti, può capitare, per le stesse ragioni che le aziende di gestione delle reti sono costrette a distribuire acqua in deroga alla normativa vigente.

4 A questo punto converrebbe darsi all’acqua minerale.
Neppure l’acqua minerale sia una garanzia. Sul punto, del resto, non c’è un’adeguata informazione, la gran parte dei consumatori è all’oscuro del fatto che l’acqua minerale – per definizione – è un’acqua ad uso terapeutico e spesso non è esente dalle stesse problematiche.

5 In che senso?
Il legislatore consente alle acque minerali di tenere una concentrazione di sali superiore ai limiti imposti all’acqua potabile. Non solo: le acque minerali possono derogare anche ai limiti imposti per le sostanze tossiche. Se l’acqua di rubinetto avesse le stesse concentrazioni di sostanze contenute in certe acque minerali, verrebbe considerata non potabile.

6 Perché queste informazioni sono accessibili solo ad una nicchia di persone?
Forse per una scarsa divulgazione del problema da parte dei mezzi di comunicazione e per i rilevanti interessi economici sottostanti.

7 Quindi partiamo dalle cose elementari: che cosa bisogna fare per garantirsi un’acqua “sicura”?
Bisogna usare l’acqua del Sindaco, affinandola direttamente al punto d’uso.

8 Chiaro, lei vende meccanismi di filtraggio.
Siamo in una situazione di conflitto d’interessi, certo. Basta confrontare la legge che regolamenta la qualità delle acque potabili di rete con quella relativa alle minerali per rendersi della validità delle mie affermazioni.

9 Concretamente, cosa bisogna fare?
Basta installare un impianto di affinazione in grado di eliminare tutte le sostanze indesiderate (cloro, batteri,nitrati, arsenico, metalli pesanti). Si avrà un’acqua migliore.

10 Osmosi inversa: facciamo un’operazione di divulgazione.
È un sistema di trattamento universale, nel senso che attraverso speciali membrane semimpermeabili – riesce a eliminare fino all’80% le sostanze inorganiche e 100% quelle organiche.

11 Trattata e senza sali.
Questo è solo un artifizio retorico, è una banalità in quanto la salinità residua è regolabile dall’utente. Inoltre, con una corretta alimentazione i sali presenti nell’acqua non sono strettamente necessari al nostro organismo perché sono in una concentrazione così bassa che non incidono certo nel nostro equilibrio. Il nutrimento di sali per il nostro corpo dipende dalla nostra alimentazione, non certo dal tipo di acqua che beviamo. In un boccone di pane, in una forchettata di pasta, in un pezzetto di formaggio o di carne, in un sorso di latte, in una semplicissima foglia di insalata, ci sono più sali minerali che in centinaia e a volte migliaia di litri di acqua.

12 Benissimo, un’acqua “perfetta”, la migliore. Ma conviene?
Guardi, le faccio un piccolo confronto. Se una persona cambia un paio di volte all’anno i filtri, si possono trattare migliaia di litri di acqua. Il costo medio di un litro di acqua “affinato” con Think:Water costa circa 2 centesimi di euro al litro; per capirsi, l’acqua in bottiglia costa mediamente 20 centesimi. Insomma, un costo 10 volte superiore. Una famiglia di 4 persone che beve un paio di litri di acqua al  giorno può risparmiare 500 euro all’anno. Lei consideri inoltre tutta quell’acqua che si utilizza in cucina per uso alimentare e il vantaggio economico le risulterà ancora più lampante.

13 E non si accumulano bottiglie di plastica.
In Italia si buttano 5 miliardi di bottiglie di plastica all’anno, 128 mila tonnellate di rifiuti. L’acqua del rubinetto affinata rientra pienamente nei canoni della filosofia dei consumi a km 0. Think:Water ripensa l’Acqua nel contesto di un equilibrio più naturale, più umano, del nostro sistema produttivo. Questo secolo ci chiede più attenzione all’ambiente, ci chiede uno sviluppo più sostenibile: noi lavoriamo anche per questo, al nuovo Mondo, alle nuove generazioni, serve una nuova Acqua.

 

 

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