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No PFAS nel mio corpo

Pfas, una parola fino all’altro ieri sconosciuta, oggi origine di grande preoccupazione! La lotta ai Pfas si fa sempre più serrata. Non ultima la Greenpeace che ha stilato il suo rapporto ‘Come i Pfc entrano nel nostro corpo’. Cinque pagine di puro allarmismo che ripercorrono la storia dei Pfc (ovvero della famiglia dei poli- e per-fluorurati tra cui i Pfas) presenti in Italia, Stati Uniti, Olanda e Cina. Non siamo soli, purtroppo!

Cos’è Pfas nella vita di tutti i giorni. Hai una maglia tecnica? Idrorepellente? Quella perfetta per l’outdoor? Sappi che l’industria dove è stato prodotto tale capo avrà sicuramente impiegato PFC. Grazie alla repellenza all’acqua, all’olio e all’elevata stabilità termica e chimica tali composti chimici, finalmente riconosciuti come pericolosi, sono impiegati quotidianamente in diversi processi industriali, principalmente nel settore tessile ma anche in altri campi come la realizzazione del Teflon.

Danni. Molto spesso ci chiediamo da dove arrivano tutte queste malattie che una volta non c’erano e che oggi sembrano attaccare tutti. L’inquinamento, si ripete in modo generico ma è proprio così. Oggi il “PFC è riconosciuto per la sua elevata persistenza e pericolosità per la salute- riporta il report della Greenpeace – il PFOA ad esempio è stato recentemente classificato dall’Agenzia delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Cancro (IARC) come sostanza probabilmente cancerogena per l’uomo”.

Le vittime sono sempre i cittadini. Un sistema industriale che carica l’ambiente e decide le sorti del nostro mondo. Inutile vivere una vita green se i veri e grandi inquinatori non iniziano a pensare i processi produttivi in modo sostenibile. Quello che sta succedendo in Veneto è la fotocopia di quanto accade negli Stati Uniti dagli anni sessanta, in Olanda dove alti livelli di PFOA perfino nell’aria e in Cina, più precisamente nella provincia di Shandong dove non c’è alcun controllo e l’inquinamento si riscontra perfino nella polvere domestica.

Correre ai ripari, ognuno pensi per sé. Evitiamo di bere i PFC. Ancora nel 2013 il Ministero dell’Ambiente ha mostrato la presenza di PFC nelle acque superficiali e potabili nelle provincie di Vicenza, Padova e Verona. Bere queste sostanze o usare un’acqua contaminata per lavare frutta o verdura o per fare il caffè al bar è una questione di responsabilità personale. Perché è sufficiente installare un filtro anti-Pfas lì dove presenti per avere la certezza di bere o utilizzare un’acqua sicura.

Il filtro anti-Pfas. Si tratta di un filtro attualmente in commercio e disponibile in diversi formati, dal grande al piccolo. Al suo interno c’è una resina a altissima selettività dei diversi PFC e specifica per le applicazioni in acqua potabile. In parole semplici la tecnologia di tale filtro permette di intercettare questi specifici inquinanti dall’acqua, dando così un’acqua sicura da bere. Caso vuole che a produrre il filtro anti-Pfas sia proprio un’azienda veneta.

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