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Ma che vita di… Plastica!

Viviamo in un mondo di plastica. In qualsiasi posto ci troviamo c’è sempre qualcosa che la contiene. Oltre a essere inquinanti, le sostanze che compongono questo elemento sono spesso tossiche. Soprattutto se inalate o ingerite possono influire sulla nostra salute. Eliminare dalle nostre vite la plastica è impossibile, ma attraverso alcuni accorgimenti possiamo ridurla.

LA NOSTRA GIORNATA È SCANDITA DALLA PLASTICA. Chiudete gli occhi e ripercorrete la vostra giornata da quando vi svegliate a quando ritornate sotto le coperte. In ogni gesto che fate state toccando plastica. A volte la state pure inalando o ingoiando. Questa frase a qualcuno può sembrare strana. Inalare e mangiare plastica? Ma quando? La plastica viene usata per gli imballaggi e alcuni dei suoi componenti sono presenti all’interno di profumi. Ma se non tutti usano cosmetici, tutti dobbiamo mangiare e bere.

LA MAGGIOR PARTE DEGLI IMBALLAGGI DEGLI ALIMENTI CONTENGONO PLASTICA. Il 90% degli imballaggi usati per gli alimenti contengono plastica. Anche quelli che non sembrano. Ad esempio alcune bustine del tè, involucri in cartone riciclato, i pirottini dei muffin o l’interno delle scatole di latta. Se state pensando che il fatto di ingerire plastica si riferisca a piccoli pezzettini che possono staccarsi dal contenitore vi state sbagliando. A lungo contatto con il cibo, l’involucro rilascia le sostanze di cui è composto. Il rilascio aumenta se il contenitore viene sottoposto a calore. Ecco quindi che pentole antiaderenti, utensili da cucina, contenitori per microonde sono quelli più pericolosi. Ma non è solo il calore del fuoco o del forno a essere un pericolo. C’è anche il trasporto e lo stoccaggio.

BOTTIGLIE AL CALDO, SOSTANZE TOSSICHE NELLE BIBITE. Capita spesso di vedere casse enormi di bottiglie di plastica trasportate in tir che raggiungono anche i 50 gradi oppure stoccate all’esterno di aziende sotto il sole cocente. Bottiglie d’acqua e di bibite di plastica che a poco a poco rilasciano sostanze tossiche che poi vengono bevute. Lo stesso vale per il passare del tempo. Più ci si allontana dalla data di confezionamento più le sostanze rilasciate aumentano. Tutto questo è aggravato dal fatto che i test condotti sulle bottiglie di plastica o sono inesistenti o non sono attendibili. Molte aziende non hanno un laboratorio interno. Rivolgersi a uno esterno costa, per cui o non si fanno o se ne fanno troppo pochi. Il test quando viene eseguito prevede che il contenitore venga portato a una temperatura sui 100 gradi. A questo livello le sostanze volatili evaporano così nel risultato le sostanze tossiche che rimangono sono inferiori rispetto alla realtà.

RIDURRE LA PLASTICA SI PUÒ. Per abbattere gli effetti della plastica sull’organismo basta adottare delle buone abitudini. Ecco un semplicissimo vademecum che tutti possiamo fare tutti i giorni:

  •  bere l’acqua del rubinetto portando in tavola solo bottiglie in vetro,
  • usare pentole in acciaio e utensili non in melanina,
  • comprare alimenti sfusi o in contenitori che non contengono plastica,
  • non scaldare al microonde cibi riposti in involucri di confezionamento o in materiale plastico se pur adatto all’uso in forno.

Pensate che solo bevendo l’acqua del rubinetto si tolgono più di 1300 bottiglie e 30 kg di plastica all’anno per famiglia. Adottare delle buone abitudini diventa quindi un beneficio per la e la salute nostra e dell’ambiente.

COME PASSARE ALL’ACQUA DI CASA. A volte è difficile amare l’acqua di casa propria. Capita spesso di aprire il rubinetto e sentire un forte odore di cloro. Ci viene voglia quindi di chiuderlo e di andare al supermercato. Inoltre non sempre ci si fida di quello che potrebbe uscire. Vi suggeriamo un’azienda italiana, la Profine® che ha trovato una soluzione veloce da installare. Si chiama UNO. Un filtro da avvitare al tubo dell’acqua fredda che in un batter d’occhio dà acqua buona e sicura. Con UNO non solo ogni persona alleggerisce il mondo da 7 kg di plastica ma anche da 42 kg di CO2 all’anno.

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