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La balena blu fatta da 400 mq di rifiuti

Ormai la Terra è un pianeta di rifiuti. Ovunque se ne vedono. Non c’è luogo che sia intonso. In qualsiasi posto si può sempre scorgere qualcosa di abbandonato. Un mozzicone di sigaretta, una bottiglia di plastica, cartacce… Guardate bene e li troverete. C’è chi stanco di vedere tutto questo degrado ambientale, sopratutto in spiagge e corsi d’acqua, ha deciso di dare nuova vita ai rifiuti facendoli diventare opere d’arte o dandogli nuovi utilizzi. C’è comunque qualcosa che possiamo fare tutti per aiutare il nostro Pianeta.

La balena di rifiuti della Triennale di Bruges. Il tema della Triennale di Bruges, Belgio, quest’anno è la “Città Liquida”. Uno specchio sul mondo di oggi che cambia rapidamente. Tra i mutamenti che la nostra realtà sta avendo ci sono anche quelli ambientali. Spiagge prima incontaminate, ora piene di rifiuti. La mano dell’uomo che distrugge la natura. Proprio a questo è dedicata l’opera dell’architetto Lesley Chang di STUDIOKCA nei pressi della statua di Jan Van Eyck. Dalle acque dei canali di Bruges emerge Skyscraper (the Bruges Whale), una una balenottera blu interamente fatta di spazzatura. Quella raccolta sulle spiagge. 5 tonnellate in 4 mesi. 400 mq di rifiuti. Pari a un palazzo di 4 piani. Solo una piccola parte di quelli che restano ancora nell’ambiente.

Space of Waste allo zoo di Londra. Chi di recente è stato a Londra e ha visitato lo zoo, si è accorto di una “casetta” in mezzo al verde fatta di… bottiglie di plastica. Sono 15000 i pezzi recuperati dai corsi d’acqua della capitale britannica che compongono la struttura. Più che una casetta, una vera e propria abitazione visto che è alta 5 metri. Se questa quantità vi sembra tanta, beh, pensate che sono solo il corrispettivo di bottiglie consumate in un anno da appena 7 famiglie. Neanche un condomino. Anche questa opera come la balenottera di Burges è il simbolo di quanto venga disperso nell’ambiente. Di quanto ci sia ancora da fare per salvare il Pianeta.

Nuova vita ai rifiuti con SCART. Tra quelli che stanno cercando di pulire il mondo dando nuova vita ai rifiuti c’è il progetto SCART. Nato oltre 18 anni è un marchio registrato con cui vengono realizzate opere e installazioni esclusive fatte al 100% di rifiuti. All’iniziativa collaborano docenti e studenti di varie Accademie di belle Arti, per un totale di oltre 130 giovani artisti, designer e architetti. Memorabile la scenografia Mediterranea fatta per il concerto di Andrea Bocelli al Teatro del Silenzio a Lajatico. Dove sono state utilizzate centocinquanta cisterne usate di consueto per la raccolta dei reflui: gabbie di acciaio e plastica che trasportano da tutta Italia rifiuti alla stato liquido. Per l’occasione sono diventate mura di una città antica. Tra una torre e l’altra spuntano grossi timpani fatti d rifiuti bianchi. A dare un effetto ancora più sbalorditivo compaiono statue di cavalli, colonne, dei e personaggi della classicità, anche queste recuperate. Inoltre SCART ha collaborato all’allestimento scenografico dell’ultima edizione di X-Factor dove le scenografie erano in materiali plastici provenienti dagli impianti del Gruppo Hera e gli artisti hanno indossato costumi fatti al 100% con elementi di recupero e riciclati. Oltre a queste installazioni spettacolari il brand propone oggetti che vanno dai componenti d’arredo al vestiario, naturalmente tutto riciclato.

Il cambiamento parte da noi. Se tutti questi progetti vi sembrano delle gesta eroiche, state tranquilli anche voi potete fare qualcosa per il pianeta. Cominciate a dire NO alla plastica. Soprattutto alle bottiglie d’acqua. Pensateci. Riempite la casa di plastica ogni giorno. Eppure potreste berla direttamente dal rubinetto. Non vi fidate di quello che può uscire? Utilizzate sistemi appositi per renderla più buona. Un esempio? Le tecnologie Profine®. Non serve quindi fare grande opere con i rifiuti, basta intanto partire dalle piccole e buone abitudini quotidiane.

 

 

 

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