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La spazzatura di una settimana in una foto

Se un vostro amico vi chiedesse di prendere tutta la vostra spazzatura di una settimana, spargerla in giardino e sdraiarvici sopra mentre lui vi fa una foto, come reagireste? Quanti rifiuti secondo voi avreste attorno? È quello che ha fatto l’artista americano Gregg Segal. I risultati sono stati strepitosi. Ritratti di famiglia con attorno la spazzatura di ogni genere. Un modo per prendere coscienza di quanto gettiamo.

L’artista. Gregg Segal ha studiato fotografia e film al California Institute of the Arts (BFA), scrittura drammatica alla New York University (MFA) ed educazione presso la University of Southern California (MA). Affronta il suo lavoro con la sensibilità di un sociologo. Esplora la cultura, l’identità, la memoria, il comportamento, i ruoli, le credenze e i valori. La sua fotografia utilizza il forte contrasto e la giustapposizione coinvolgendo gli spettatori e provocando riflessioni. Nascono così delle opere d’arte fotografiche che mettono in luce la realtà umana con le sue bellezze e le sue contraddizioni.

L’idea. In “7 Days of Garbage” ha voluto raccontare la vita di ognuno di noi scandita dai rifiuti. Tutti ne produciamo. Indipendentemente dalla professione, dalla “classe sociale”, dalla nazione, dalle scelte di acquisto, tutti apriamo più volte al giorno il bidone della spazzatura per gettarvi qualcosa. “Ho posto l’attenzione sul problema dello spreco personalizzandolo, –  spiega Segal nel suo sito – ho chiesto a parenti, amici, vicini di casa e altri conoscenti di conservare la spazzatura e i materiali riciclabili per una settimana e poi sdraiarsi sopra di essa e farsi fotografare. Ho fotografato la mia famiglia perché voglio che mio figlio di 8 anni capisca che stiamo contribuendo al problema. Alcuni mi hanno chiesto come mai anche i materiali riciclabili. Per diversi motivi: gran parte di ciò che è designato come riciclabile non è riciclato, il riciclo della plastica ha costi ambientali e l’imballaggio è eccessivo.” Ecco quindi numerosi scatti di persone sdraiate sopra a rifiuti. Il risultato è strepitoso.

I risultati. Nella trentina di scatti che potete vedere a questo link: https://www.greggsegal.com/P-Projects/7-Days-of-Garbage/1/thumbs, la maggior parte dei rifiuti è fatta da carta e plastica. Materiali altamente riciclabili che molto spesso vengono conferiti nell’indifferenziata. Non sminuite il tutto con il fatto che probabilmente l’ambiente è quello americano. La nostra realtà italiana non si discosta poi molto anzi. Nelle foto di Segal le bottiglie di plastica d’acqua sono poco presenti. Se lo stesso esperimento fosse stato condotto nella nostra nazione, le persone sdraiate avrebbero un materasso di bottiglie. Infatti siamo tra i maggiori consumatori al mondo di acqua imbottigliata. In ogni caso le foto dell’artista americano dimostrano che indipendentemente dal numero di persone della famiglia, i rifiuti prodotti sono molti.

Bisogna riciclare di più e ridurre gli sprechi. Come abbiamo detto la maggior parte dei rifiuti che una famiglia produce sono riciclabili. Eppure lo si fa ancora poco. Diciamoci la verità, ricordarsi dove mettere questo o quello a volte costa fatica. Meglio quindi gettare tutto insieme. Poi vuoi mettere avere un unico bidone al posto di tre/quattro? Tutta questione di comodo. Riempiamo quindi discariche e poi facciamo sit-in contro l’inquinamento. L’Italia delle contraddizioni. Il non riciclo nuoce non solo all’ambiente ma anche alla nostra salute. Chi abita vicino a una discarica lo sa bene. Il riciclo da solo comunque non basta. Per avere meno rifiuti bisogna produrne meno. Fate attenzione agli imballaggi. Capita spesso che in una confezione ci siano involucri doppi. Scegliete quindi bene prima di acquistare.

Prendere coscienza di tutto questo, anche attraverso l’arte, è sicuramente il primo passo per un mondo più pulito. Poi se volete concretizzare l’aiuto all’ambiente, passate all’acqua di casa. Non è così difficile, basta affidarsi agli esperti dell’acqua come l’azienda italiana Profine.

 

 

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